Amor Movente

La tradizione delle ballate di Francesco, da Firenze ai manoscritti settentrionali

Francesco Landini, organista cieco di Firenze, è stato il compositore più importante del trecento italiano.

Incoronato virtuoso dell’organo portativo da Pietro I Lusignano Re di Cipro, a Venezia nel 1368, Landini è anche poeta e intellettuale, estimatore di Dante e della filosofia occamista.

Nella potente Firenze trecentesca, Francesco è ammiratissimo e i suoi concittadini lo considerano una delle glorie della città.

La fama delle sue opere ha varcato i confini nazionali per più di mezzo secolo dopo la sua morte, tanto che oggi ritroviamo le sue composizioni, talvolta con rilevanti modifiche testuali e musicali, in numerosi codici e frammenti settentrionali, stilisticamente più lontani da Firenze. Tra gli altri, il Codex Reina, il Sevilla, Il Mancini, il Faenza, il Modena.

Lo scopo di questo lavoro è quello di indagare, attraverso il suono della voce e degli strumenti da Bassa Capella – Arpa, Traversa Bassa e Tenore, Liuto – come le Ballate dell’Ars Nova fiorentina possano prendere un carattere nuovo accogliendo gli accenti dei dialetti veneti e la nuova moda per le arditezze ritmiche e armoniche della musica francese, che nel quattrocento porteranno all’Ars Subtilior.

voltAstella

VoltAstella ha un nome di pietra e un cuore di musica. Il progetto si ispira alla forma architettonica per eccellenza del Salento, la volta a Stella, per ricreare un repertorio che, come essa, ha radici profonde nel gotico e attraverso il Rinascimento continua a vivere fino ai nostri giorni.
Nato nel 2017 in seno al seminario di musica medievale della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano, l’ensemble voltAstella è formato da musicisti con formazioni ed esperienze eterogenee. Lo scopo del gruppo è quello di portare avanti la ricerca sulla musica medievale, integrato dal punto di vista personale di ognuno dei suoi membri. Partendo tutti dall’esperienza con la musica contemporanea, i musicisti sono rimasti sorpresi dalla spiazzante ricchezza del linguaggio sonoro e ritmico, così come dalla complessità del pensiero estetico medievale.
Fondato al fine di ricercare ed eseguire lo sterminato repertorio musicale dei secc. XIV e XV, l’ensemble voltAstella prosegue l’attività di interpretazione e trascrizione degli originali manoscritti medievali confrontandosi con il repertorio di Ballate di Francesco Landini.

Paola Bonora

Nata a Milano dove intraprende i suoi primi studi musicali al Conservatorio “G.Verdi”, conseguendo nel 1985 il Diploma in flauto. Nello stesso anno si trasferisce a Parigi e comincia il perfezionamento con Raymond Guiot al Conservatoire “H. Berlioz” e ottene il Premier Prix all’unanimità. Nel 1987 vince il concorso per entrare al Conservatoire Natonal Superieur de Paris e viene ammessa nella classe di Alain Marion che la guiderà sino ad ottenere nel 1990 il Premier Prix sia in Flauto sia in Musica da Camera, con menzione speciale. Musicista versatile, la sua a vita si articola sia come solista sia in diverse formazioni da camera, senza mai tralasciare l’attvità d’orchestra. Paola Bonora ha suonato come Primo Flauto con grandi orchestre internazionali quali BBC Symphony Orchestra di Londra, BBC Galles, London Philarmonic Orchestra, Royal Philarmonic Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Ensemble Intercontemporain di Parigi, Ensemble 2E2M di Parigi. Ha suonato nei più importan Festivals come l’Art Lyrique Aix en Provence, Edimburgo, Lucerne, Proms di Londra, Salzburger Festspiele, Schleswig-Holstein, Haydn Eisenstadt, Ravenna, il Musikhaus di Vienna. Ha collaborato con molte altre orchestre come L’Orchestra “Les Si cles”, l’ Orchestre de Paris, Opera de Paris, Teatro Alla Scala, Maggio Musicale Fiorentino, S. Carlo di Napoli, Comunale di Bologna, Carlo Felice di Genova, Opera North di Leeds, Orquesta Sinfonica de Galicia, Orchestra da Camera di Mantova, I Solis di Pavia, Ensemble Dissonanzen di Napoli, Divertimento Ensemble, AGON di Milano, con il quale vince nel 2009 il premio BEA Best Event Award. Dal 2010 approfondisce la sua conoscenza con lo studio e la pratica degli strumenti storici e nel 2011 pubblica (nel ruolo di traversiere e direttore artistico) con Corrado Rovaris e l’ensemble “Silete Venti!”, un CD per Sony Deutsche Harmonia Mundi e un documentario per Sky Classica. Ha inoltre inciso per EMI, Naxos, Chandos, Silva Classics e altri label. Sempre appassionata alla ricerca, dal 2016 si interessa al mondo musicale nel Medioevo studiando la notazione e l’organologia legata alle origini del flauto traverso.

E’ docente di flauto presso il Conservatorio “Donizetti” di Bergamo.

Matteo Zenatti

Dopo la maturità classica e studi irregolari di chitarra, pianoforte e flauto traverso, ho frequentato sia Filosofia all’Università di Bologna sia la “Scuola Regionale di Teatro” di Padova: non terminerò mai né l’una né l’altra. Entro invece all’Istituto “Orazio Vecchi” di Modena e ne esco dopo cinque anni diplomato tenore.

Nel frattempo maturo esperienze formative lavorando come educatore con adolescenti difficili nei quartieri più malfamati di Verona, dove approfondisco gli aspetti delinquenziali del mio look: a tutt’oggi, nonostante la mia ricca formazione culturale, per i modi e per l’aspetto vengo spesso scambiato per un camionista abusivo.

Ho recentemente tentato di ingentilire la mia immagine ricorrendo all’arpa antica, dalla romanica alla rinascimentale, alle quali sono approdato secondo un percorso autonomo, ormai insofferente a qualsiasi insegnante di qualunque grado; tollero, solo in virtù di affetto e stima senza pari, i consigli di Maria Cristina Cleary.

Le mie ultime evoluzioni vocali sono invece dovute dovute alla pazienza di Sonia Zaramella; sono riuscito a fare solo due lezioni di canto con il compianto maestro e tenore Vincenzo Manno, ma sono stati momenti preziosissimi per il completamento della mia formazione vocale.

In scena amo leggere, cantare, suonare, recitare: sono riuscito anche ad esibirmi come ballerino classico al Teatro Romano di Verona con la compagnia della cara maestra Loredana Venchi. Perlopiù però opero come cantante specialista di musica antica: sono orgoglioso di essere uno stimato madrigalista – ossia cantante di un genere musicale che gli organizzatori di concerti e gli impresari temono come la peste.

Ho collaborato ad un’edizione critica di musiche di Stefano Bernardi per la casa editrice LIM.

Ho vinto un Diapason d’oro e ho preso i Cinque Punti di Repertoire, ma non da solo, con La Reverdie, con cui collaboro stabilmente dal 1993; peraltro, nel quadro degli spettacoli del suddetto noto ensemble medievalista, esibisco le mie doti attoriali diventando lettore di lettere di Guillaume Dufay, poemetti inediti di Giovanni Boccaccio, romanzi cavallereschi piemontesi, racconti di viaggio di Marco Polo, versi satirici dal Roman de Fauvel.

Cantar di Pietre, Musica e Poesia a San Maurizio (Milano), MITO (Milano-Torino), I concerti del Quirinale, Ravenna Festival, Festival delle Fiandre (Bruges), Laus Polyphoniae (Anversa), Oude Muziek (Utrecht), Herne (Germania), Grandezze & Meraviglie (Modena) sono solo alcuni dei festival nei quali mi sono esibito.

Ho debuttato nel 2016 all’Arena di Verona come solista cantando la celebre aria Happy Birthday durante il concerto dei Duran Duran, davanti a 12.000 persone (video).

Collaboro come musicista e come attore con la compagnia di Bergamo Teatro del Vento: Chiara Magri e Lando Francini sono stati miei maestri.

Pubblico irregolarmente videolezioni di canto seguitissime su YouTube, dal vivo insegno canto antico alla Scuola Civica Bruno Maderna di Verona.

Nel 2017 fondo, con successo, una Scuola di Madrigali aperta a tutti, a Verona, che continua tuttora il suo percorso lungo l’anno scolastico e con seminari estivi.

Luca Tarantino

Nato a Lecce, liutista e chitarrista, diplomato in Chitarra Classica, in Musica Elettronica e, con lode, in Liuto a Bari con Franco Pavan, ha studiato Musicologia e paleografia al D.A.M.S. di Bologna. Ha seguito corsi e masterclass di Hopkinson Smith, Rolf Lislevand, Eduardo Egüez, Victor Coelho, Federico Marincola, Diego Fratelli, Dinko Fabris, Claudia Caffagni. Ha suonato nei più importanti festival e inciso con Concerto de’ Cavalieri, Cappella della Pietà dei Turchini, I Barocchisti, Cantarlontano, Dramatodìa, Santa Teresa dei Maschi, accanto ad artisti come Daniela Barcellona, Anna Caterina Antonacci, Mariagrazia Schiavo, Pino De Vittorio, Gabriele Cassone, Luigi Piovano, Vivica Genaux, Anne Hallenberg, Ana Quintains, Silvia Frigato, Federico Guglielmo, Gemma Bertagnolli. Ha inciso per per le etichette SONY, Deutsche Harmonia Mundi, EMI Classica, CPO, Ponderosa, Velut Luna, Baryton, Brilliant Classics, CGS.

Nel 2019 pubblica il disco solista Il più bel fiore per arciliuto, sul manoscritto Doni. Nel 2011 crea il duo Los Impossibles col percussionista Vito De Lorenzi. Gli attuali progetti includono: VoltAstella, repertorio arsnovistico medievale, con Paola Bonora e Matteo Zenatti; Montesardo, ensemble madrigalistico alla riscoperta degli autori seicenteschi pugliesi; Neapolitan Attitudes, trii di E. Barbella dedicati a lady Emma Hamilton, con Monika Toth, Alessandro Palmeri, Mauro Squillante. Polistrumentista, intraprende anche altri percorsi di confine: Minimalismo e new music con The Clogs e Bryce Dessner; co-dirige dal 2005 la residenza Sound Res e la sua filiazione ReSound, esibendosi con David Cossin (Bang on a can), Theo Bleckmann, Madan Gopal Singh, Patrick Watson & Wooden Arms, Mark Stewart, Lee Ranaldo (Sonic Youth), Cecilia Chailly, Gyan Riley, Mauro Pagani; ricerche e opere sul dialogo tra musica colta ed etnica con Angelo Branduardi, Ensemble Terra d’Otranto, Canzoniere Grecanico Salentino. Dal 1994 insegna chitarra classica, in ruolo dal 2001 presso l’ICS di Calimera (Lecce).


Programma

S’i’ ti son stat’ e vogli’ esser fedele

Gentil aspetto in cuy la mente mia

Non do la colp’a te del dol che porto

Conviens a fede fe

Donna che d’amor senta

Non arà ma’ pietà questa mia donna

La dolce vista, che da ‘i ochi move

Questa fançolla, Amor, fallami pia

Poy ché da ti me convien partir via

Fortuna ria

Se pronto non sarà l’uom a ben fare

Che pena è questa

Contemplar le gran cose